Unchildren

2015

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All’origine, i bambini di strada sono la conseguenza della politica a sostegno dell’incremento del tasso di natalità che propose Ceausescu, unita all’estremo impoverimento degli ultimi anni del regime comunista.

Con la messa al bando dell’aborto e di qualsiasi forma di contraccezione, numerosi bambini non desiderati sono nati in famiglie che non potevano sostenere i loro bisogni senza avere altra scelta, i loro figli furono affidati alle istituzioni dello Stato, sovrappopolati e fatiscenti, i ben noti, purtroppo, « orfanotrofi rumeni » dai quali tanti fuggirono finendo a vivere per strada, principalmente nei tristemente famosi canali di Bucarest.

Per poter entrare a far parte della comunità europea ,la Romania ha dovuto arginare questo fenomeno creando delle strutture per accogliere questi bambini che sono anche i figli di quei ragazzi cresciuti in strada.

Ma nella Bucarest di oggi, capitale tutto sommato benestante di un paese membro dell'Unione europea, troviamo ancora ragazzi perduti, esposti a droghe e malattie infettive, infatti sussistono ancora molteplici fattori che concorrono a determinare le condizioni che portano a fenomeni gravissimi di abbandono dei minori.

La povertà è una causa tra le più frequenti , famiglie poverissime e quasi sempre molto numerose,possono essere spinte ad abbandonare i piccoli, madri che migrano in paesi più ricchi per cercare un lavoro lasciano i loro bambini in orfanotrofi.

Gli ospedali e gli orfanotrofi ospitano mediamente un totale di 60 mila orfani che difficilmente riescono ad essere adottati per motivi burocratici ed è per questo che i commercianti illegali di bambini speculano sulla …vendita degli stessi.

E' quello che è successo a Gabi, era in un orfanotrofio ed è stata “comprata” all'età di 13 anni da un uomo, lei ha avuto il suo primo figlio a 14 anni ….. adesso ne ha 25 e 4 figli avuti dal suo “padrone”che spesso è in prigione.

In Romania non esiste una assistenza sociale quindi Gabi avrebbe dovuto a sua volta abbandonare i figli in un orfanotrofio: un vortice infernale che ripete e moltiplica il dolore, un vortice che per fortuna l'associazione italiana ACUMA ha interrotto aiutandola con cibo, un alloggio e l'opportunità di istruzione per i suoi figli.